Assemblea di Ateneo dottorandi-assegnisti-specializzandi dell’Università di Pisa

18 03 2013

Cari dottorandi, cari assegnisti, cari specializzandi

come forse alcuni di voi sanno, da alcuni mesi si riunisce un’assemblea in cui si discute delle problematiche relative alle nostre componenti in Ateneo. Fino ad oggi ci siamo occupati soprattutto di stabilire una linea di intervento comune e ragionata all’interno dei Consigli di Dipartimento, ma anche di vertenze “sindacali”, come i problemi con i pagamenti delle borse o le difficoltà burocratiche incontrate da chi intendeva partecipare al TFA.

Recentemente stiamo cercando di ottenere di poter partecipare come uditori alle commissioni Personale e Ricerca del nostro Ateneo. La carica non prevede diritto di voto, ma sarebbe bene, soprattutto in questo momento, che il confronto all’interno della nostra componente fosse più serrato, per poter stabilire dei punti condivisi su cui lavorare all’interno di queste commissioni e per valutare l’opportunità di iniziative pubbliche.

In particolare, nella commissione Ricerca è attualmente in discussione il nuovo regolamento di Ateneo sul Dottorato di Ricerca resosi necessario in seguito al nuovo decreto del ministro Profumo. Uno dei punti della bozza del nuovo regolamento sul quale soprattutto ci piacerebbe avviare una discussione è quello dei posti senza borsa: nonostante il decreto ministeriale preveda che «l’ammissione al dottorato comporta un impegno esclusivo e a tempo pieno», il nostro regolamento continuerebbe a mantenere la possibilità di bandire posti senza borsa con l’obbligo del pagamento delle tasse universitarie. A prescindere dai punti di vista particolari, crediamo che questo orientamento dell’Ateneo riguardi in generale tutti noi perché perpetra quell’ambiguità che caratterizza la posizione accademica del dottorando, costantemente in bilico tra lo status di studente e quello di ricercatore, in palese contraddizione con la Carta europea dei diritti del Ricercatore.

Nella commissione Personale è invece all’ordine del giorno una pianificazione sui reclutamenti, a fronte dei numerosi pensionamenti previsti da qui al 2015 e della disponibilità di alcuni punti budget da investire in questo settore. A Pisa dal 2010 il reclutamento con fondi di ateneo è completamente bloccato e ci pare sia evidente che questo comporti un enorme impoverimento culturale per la nostra Università, oltre che un dramma personale per decine di giovani ricercatori. Pensiamo sia quindi fondamentale avere voce in capitolo in questa pianificazione, perché i fondi che oggi sono a disposizione siano investiti per garantire una ricerca di qualità nella nostra università e un futuro lavorativo a noi giovani.

Per discutere di questi temi così cruciali per il nostro futuro vi invitiamo a partecipare all’assemblea di Ateneo che si terrà giovedì 21 marzo alle 18.15 presso il Polo Carmignani.

Saranno discussi i seguenti punti all’ordine del giorno:

  • Designazione dei dottorandi/assegnisti uditori in senato accademico e nelle commissioni personale e ricerca
  • Nuovo regolamento di ateneo per il dottorato di ricerca
  • Politiche dell’Ateneo in merito al reclutamento
  • Indennità di disoccupazione

Assemblea dottorandi e assegnisti UniPi

Per iscrivervi alla mailing list dell’Assemblea dei dottorandi e degli assegnisti potete scrivere all’indirizzo rappresentantidipartimenti@di.unipi.it





Riunione informativa dei dottorandi, degli specializzandi e degli assegnisti

5 02 2013

RIUNIONE INFORMATIVA DEI DOTTORANDI, DEGLI SPECIALIZZANDI E DEGLI ASSEGNISTI  

GIOVEDÌ 7 FEBBRAIO ORE 18 – AULA 1 SCIENZE POLITICHE

Ordine del giorno:

  • Politiche dell’Ateneo in merito al reclutamento;
  • Tirocinio Formativo Attivo (TFA);
  • Indennità di disoccupazione;
  • Varie ed eventuali.

TUTTI GLI INTERESSATI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Per info puoi rivolgerti a:

Coordinamento dei rappresentanti dei dottorandi e degli assegnisti dell’Università di Pisa, rappresentantidipartimenti@di.unipi.it                                                                                      





Petizione per la revisione del bando “Futuro in ricerca 2013” (FIRB)

29 01 2013

ADI-Pisa sostiene la petizione per la revisione del bando “Futuro in ricerca 2013” (FIRB):

 

In data 28 dicembre 2012 sono stati pubblicati sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca due nuovi bandi per il finanziamento di progetti di ricerca PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) e FIRB (Fondo per gli Investimenti di Ricerca di Base).  
Si tratta di un appuntamento importante per i ricercatori del nostro paese: nel drammatico contesto di tagli finanziari subiti dall’Università italiana, tali bandi rappresentano in molti casi l’unica opportunità per la costituzione di nuove unità di ricerca, finalizzate allo svolgimento di progetti selezionati dal Ministero, in tutti gli ambiti disciplinari coperti dagli studi universitari. 
I firmatari di questo appello considerano pertanto estremamente grave il calo delle risorse destinate alla copertura finanziaria dei due bandi (circa il 78% in meno nel caso dei PRIN, il 55 % in meno nel caso dei FIRB) e denunciano la miopia di una politica che, seguendo una logica di risparmio basato su tagli lineari, consapevolmente affossa un settore strategico per la cultura e l’economia italiane. 
Tali bandi (D.M. n. 957/ric. e D.M. n. 956/ric. del 28/12/2012), inoltre, impongono una riflessione sulle scelte di gestione e distribuzione delle già scarsissime risorse. 
Autorevoli e numerose voci di protesta si sono levate contro le modalità di preselezione e le linee guida indicate dal Ministero per l’assegnazione dei punteggi ai progetti PRIN, dando vita ad una petizione per la modifica del relativo bando. 
Duole constatare che, anche per quanto concerne i FIRB, il bando ministeriale contenga, tra i pre-requisiti necessari all’accesso, una serie di criteri che appaiono assolutamente estranei ad una valutazione fondata sull’effettiva qualità dei curricula, la quale dovrebbe seguire un principio esclusivo di rigore scientifico e selezione meritocratica. 
Il ‘Bando per Giovani Ricercatori 2013’ prevede infatti due linee di intervento: la linea starting per chi abbia conseguito dottorato di ricerca (o titolo equipollente) da almeno 2 e al massimo 7 anni; la linea consolidator per chi abbia acquisito il titolo da almeno 5 e al massimo 10 anni. Entrambe le linee di intervento sono riservate a ricercatori non in ruolo, che non abbiano compiuto i 40 anni di età. 
Rispetto al bando FIRB 2012, è notevole l’innalzamento dell’età massima che permette l’accesso alla selezione: un innalzamento in linea di principio doveroso, vista la disastrosa situazione occupazionale dei ricercatori nel nostro paese. Tuttavia le restrizioni temporali che regolano l’accesso alle due linee di intervento contengono palesi incongruenze, che appaiono incompatibili con un criterio di equità nel trattamento dei potenziali concorrenti, cui il bando esplicitamente si rivolge (ovvero i giovani ricercatori precari). 

Per quanto concerne la linea starting, il bando pone una prima restrizione, indicando nella soglia dei ‘due anni dal dottorato’ il requisito minimo per la presentazione delle candidature, senza tuttavia richiedere che tale periodo di tempo sia stato effettivamente speso dal candidato in attività di formazione e/o ricerca (i requisiti di accesso alla linea starting, infatti, non prevedono né esperienze post-dottorali, né un numero minimo di pubblicazioni). L’esito di tale restrizione appare evidente: restano esclusi dalla competizione quei ricercatori che hanno maturato un’alta concentrazione di pubblicazioni in un arco di tempo minore di due anni, mentre si consente ad altri candidati di concorrere sulla base di un discrimine puramente temporale.
L’acquisizione formale del titolo di dottorato può seguire di parecchi mesi la data di archiviazione degli elaborati di tesi nelle segreterie didattiche, secondo tempistiche non gestibili dai futuri dottori. Spesso questi ultimi hanno chiesto proroghe dei loro dottorati, per potenziare rapporti di cotutela con Università straniere, o per curare imminenti pubblicazioni in parallelo alla cura della dissertazione. Anche per queste ragioni i firmatari di questo appello ritengono particolarmente grave che una restrizione come quella appena descritta possa impedire ad un giovane precario meritevole di presentare la propria candidatura al bando in oggetto.    
Parimenti incomprensibile la scelta di aprire la linea starting anche a ricercatori che, in teoria, avrebbero già i requisiti per concorrere nella linea consolidator (ovvero a coloro che si sono addottorati da 5, 6 o 7 anni): un’operazione che rischia di sbarrare la strada ai dottori di ricerca più giovani, mettendoli in competizione con colleghi che hanno maturato un’anzianità molto maggiore e che di conseguenza possono disporre di curricula più ampi ed articolati, più efficaci ai fini concorsuali. 

Per quanto concerne la linea consolidator, il bando consente l’accesso a chi abbia conseguito il titolo da almeno 5, ma non più di 10 anni, sempre all’interno del limite anagrafico dei 40 anni. Anche in questo caso si tratta di criteri con esiti paradossali dal punto di vista delle possibilità di accesso al bando. Tale norma, infatti, è in grado favorire chi si sia addottorato in età relativamente avanzata, rispetto ad un coetaneo parimenti meritevole, che abbia conseguito il titolo più rapidamente.
Può darsi il caso, per esempio, di un ricercatore che, dopo essersi addottorato a 27 anni ed aver trascorso 11 anni da precario, alla soglia dei 38 anni risulta escluso dalla partecipazione al bando FIRB, in quanto sono trascorsi più di dieci anni dal conseguimento del dottorato; mentre un ricercatore che si sia addottorato a 31 anni ed abbia maturato 8 anni di lavoro precario, potrà partecipare al concorso, non essendo il suo caso in contraddizione con le già menzionate restrizioni di accesso (età inferiore ai 40 anni, titolo conseguito da meno di 10). 
Incomprensibile e discriminatorio è, inoltre, il limite minimo di 5 anni dal conseguimento del dottorato, dal momento che l’esperienza post-dottorale effettivamente richiesta è di 3 anni. Un potenziale candidato che abbia già maturato 3 o 4 di esperienza post-dottorale non può partecipare al concorso per mere ragioni anagrafiche, mentre vi è ammesso il candidato più anziano con un’esperienza post-dottorale assolutamente analoga. 
Ai firmatari di questa lettera appare chiaro che, a seguito di un’applicazione pedissequa di criteri mutuati dai bandi per giovani ricercatori dell’European Research Council – applicazione peraltro priva di un’adeguata contestualizzazione nella realtà italiana ed incurante delle difficoltà che tali criteri avrebbero creato all’interno di un bando aperto a concorrenti fino ai 40 anni – il Ministero dell’Università e della Ricerca escluda dalla partecipazione al bando un numero potenzialmente molto alto di candidati, in maniera palesemente discriminatoria.

 

I firmatari di questo appello richiedono pertanto al Ministro Francesco Profumo una revisione del bando di cui al D.M. n. 956/ric. del 28/12/2012, secondo criteri di accesso che permettano un trattamento equo di tutti gli aspiranti candidati, sottoponendo all’attenzione del Ministro le seguenti proposte di modifica: 

  1. l’apertura della ‘linea di intervento 1 (starting)’ a tutti i dottori di ricerca non inseriti in ruolo, di età inferiore ai quarant’anni, senza ulteriori limitazioni temporali riferibili alla data di conseguimento del titolo, nonché l’esclusione da predetta linea dei candidati che abbiano maturato i requisiti minimi di accesso alla ‘linea di intervento 2 (consolidator)’ (ovvero un’esperienza post-dottorale di almeno tre anni); 
  2. l’apertura della ‘linea di intervento 2 (consolidator)’ a tutti i dottori di ricerca non inseriti in ruolo, di età inferiore ai quarant’anni, che abbiano conseguito un’esperienza post-dottorale di almeno tre anni, senza ulteriori limitazioni temporali riferibili alla data di conseguimento del titolo.




Assemblea pubblica verso il bilancio

17 12 2012

Assemblea pubblica verso il bilancio

Lunedì 17 dicembre alle ore 16.30 al Polo Carmignani si terrà una assemblea pubblica per confrontarci sul Bilancio di questo anno e sulle prospettive future del nostro ateneo in un contesto di costante definanziamento nei confronti dell’Università e della Ricerca.
Infatti in questo periodo il nostro Ateneo si appresta ad affrontare la discussione sul Bilancio e, come ogni anno, crediamo nell’importanza di coinvolgere ed ampliare la discussione, coinvolgendo anche altri attori non direttamente presenti o ra
ppresentati negli organi decisionali. Riteniamo che la stesura del bilancio, non sia una mera operazione formale, bensì rappresenti l’idea politica che si ha dell’Ateneo: in questi giorni si deciderà del futuro dell’Università di Pisa, in quali settori investire e in quali no, e crediamo non solo nella responsabilità rispetto alle scelte operate ma soprattutto nella responsabilità di coinvolgere i diretti destinatari di queste scelte.
Pensiamo che un primo passo verso questo percorso pubblico possa essere rappresentato da un incontro intersindacale, a cui invitiamo a partecipare tutte e tutti Lunedì 17 Dicembre alle ore 16.30 presso il Polo Carmignani.

ADI,ANDU,Conpass,Flc Cgil,Filcams Cgil,Sinistra per