mobilitazione dei dottorandi contro il nuovo regolamento per il dottorato di ricerca dell’Università di Pisa

10 05 2013

357-logo-unipiDa più di un mese è in discussione negli organi centrali dell’Ateneo pisano il nuovo regolamento per il dottorato di ricerca, resosi necessario dopo l’emanazione del nuovo decreto del ministro Profumo sul dottorato di ricerca.

I dottorandi sono una componente essenziale per il funzionamento dell’Università: sono parte attiva dei progetti di ricerca di interesse nazionale e internazionale, svolgono lezioni, esami e ricevimenti, spesso portano avanti interi laboratori, supervisionano tesi di laurea, organizzano convegni e seminari.

Tuttavia, nonostante il decreto Profumo obblighi il dottorando ad un impegno “esclusivo e a tempo pieno”, nel nostro paese la figura del dottorando è considerata più vicina a quella dello studente che a quella del lavoratore. E mentre in tutta Europa il PhD student è a tutti gli effetti un lavoratore della conoscenza in formazione, come sancito dalla Carta Europea dei Ricercatori, in Italia si verifica la situazione per cui, a parità di mansioni e obblighi, esistono dottorandi con la borsa e dottorandi senza borsa. Lavorano fianco a fianco persone che percepiscono un compenso e persone che non prendono un euro dall’Università, e che anzi pagano salatissime tasse.

In questo mese di discussione sul nuovo regolamento i dottorandi hanno tentato più volte di portare a chi amministra questa università una semplice richiesta: cogliere l’occasione del nuovo regolamento per eliminare questa palese ingiustizia, scegliendo di bandire solo posti di dottorato per i quali è possibile garantire un’adeguata copertura economica. Ma la risposta è stata a dir poco paradossale: invece di riconoscere a tutti i dottorandi un adeguato compenso, il nostro ateneo ha scelto di continuare a bandire posti senza borsa, consentendo però ai non borsisti di poter svolgere altre attività lavorative per mantenersi. Questa scelta, in evidente contraddizione con il decreto ministeriale, fa sorgere qualche ragionevole dubbio che ci sia la volontà di mantenere aperte tutte le possibilità di sfruttamento dei giovani cervelli, i quali poi non avranno nessuna possibilità di continuare la carriera accademica.

La scarsa considerazione verso chi, per tre anni o più, lavora gratis per l’università è resa ancora più evidente da un’ulteriore ingiustizia che l’ateneo ha voluto inserire nel regolamento che sta per essere approvato. Il nuovo decreto ministeriale prevede infatti che i dottorandi abbiano a disposizione ogni anno un fondo personale per svolgere la propria attività di ricerca non inferiore al 10% dell’importo annuale della borsa. Il ministero stesso ha precisato che questa quota deve essere garantita anche ai dottorandi senza borsa: se così non fosse, significherebbe che solo ad alcuni, e non ad altri, sarebbe garantita la possibilità di acquistare libri, partecipare a convegni, acquistare materiali essenziali per lo svolgimento della ricerca. Ma questo ovvio principio di civiltà non è così ovvio per il nostro Ateneo, che invece approva oggi un regolamento che non garantisce affatto lo stanziamento dei fondi per il budget di ricerca personale. Non solo quindi si fa di tutto per continuare ad avere a disposizione dei lavoratori a costo zero, ma si pongono le condizioni per cui ci siano ricerche di serie A e ricerche di serie B.

Per questo, come Assemblea dei dottorandi e degli assegnisti dell’Università di Pisa, denunciamo l’atteggiamento di chiusura dell’amministrazione di questo Ateneo nei confronti della maggior parte  delle proposte di buon senso da noi avanzate e ci impegniamo, dal momento in cui il nuovo regolamento sarà in vigore, a fare quanto nelle nostre possibilità, anche sul piano legale, per impedire che le intollerabili disparità che potrebbero venirsi a creare diventino la norma nel nostro ateneo.

L’Assemblea dei dottorandi e degli assegnisti dell’Università di Pisa.





Verbale dell’assemblea dei soci della Sede ADI-Pisa del 4 aprile u.s.

9 04 2013
Di seguito si riporta il verbale dell’assemblea della sede di Pisa tenutasi il 4 aprile u.s.

*Comunicazioni*

– abbiamo il link al sito ADI-Pisa sul sito dell’università di Pisa: http://dottorato.unipi.it/index.php/it/dottorandi.html, a breve sarà inserito anche nella intranet della SSSUP e a speriamo di riuscire ad averlo anche presso la SNS;
– abbiamo trovato due volontarie per seguire telematicamente la vertenza regionale dei TFA, siamo ancora in cerca di chi possa seguire le vertenze fisicamente [volontari cercasi];
– a breve invieremo il sondaggio per verificare la possibilità di stipulare nuove convenzioni.

*Nazionale*

Elezioni Consiglio Nazionale degli Studenti(CNSU)
I dottorandi hanno un seggio da eleggersi attraverso un collegio nazionale unico. Le elezioni saranno il 21 e il 22 maggio. Come ADI presenteremo un candidato ufficiale. Il Rappresentante di sede fa giustamente notare che questa elezione sarà una cartina al tornasole per misurare direttamente il peso dei dottorandi negli atenei  di Pisa. Se infatti si verificherà una bassa partecipazione le ripercussioni politiche sarebbero assai negative. Pertanto oltre ad impegnarci come associazione tutta, a fare una notevole campagna nelle settimane precedenti il voto, sarà necessario iniziare fin da subito una capillare opera di “moral suasion” per portare quanti più colleghi al voto.
Decreto dottorato e documento nazionale ADI
Come sede siamo chiamati a dare parere sul documento nazionale. La sede di Pisa esprime le  valutazioni formalizzate da Ugo e già trasmesse al nazionale, Sarà pubblicato il documento non appena pubblicato.

*Pisa*

Regolamento sul dottorato di ricerca UNIPI
– il percorso di approvazione del regolamento è appena iniziato, il 4 si è svolta la commissione ricerca;
– il 10 si svolgerà il Consiglio di Amministrazione, mentre il 17 si svolgerà il Senato Accademico;
– assieme ai rappresentanti degli studenti della lista “Sinistra per…” stiamo seguendo l’iter di approvazione e proponendo una serie di modifiche. Abbiamo chiesto un incontro con il Rettore che incontreremo mercoledì 10/4 per illustrare le nostre proposte di modifica e i problemi di rappresentanza.
Rappresentanza in UNIPI
Un nostro delegato formalizzerà in Senato le motivazioni che ci spingono a non poter usufruire del diritto di rappresentanza e le nostre relative contro proposte per modificare gli attuali meccanismi di rappresentanza.
Organizzazione evento 
– presentazione dei dati annuali scorporati su Pisa.
– due settimane prima delle elezioni del CNSU (verosimilmente nella prima o seconda settimana di maggio) sarà organizzato un evento di presentazione dei dati annuali sul dottorato di ricerca. Durante l’evento sarà presentata l’associazione e le attività sviluppate nell’anno seguirà un evento ludico ricreativo a conclusione dell’iniziativa.




Assemblea pubblica verso il bilancio

17 12 2012

Assemblea pubblica verso il bilancio

Lunedì 17 dicembre alle ore 16.30 al Polo Carmignani si terrà una assemblea pubblica per confrontarci sul Bilancio di questo anno e sulle prospettive future del nostro ateneo in un contesto di costante definanziamento nei confronti dell’Università e della Ricerca.
Infatti in questo periodo il nostro Ateneo si appresta ad affrontare la discussione sul Bilancio e, come ogni anno, crediamo nell’importanza di coinvolgere ed ampliare la discussione, coinvolgendo anche altri attori non direttamente presenti o ra
ppresentati negli organi decisionali. Riteniamo che la stesura del bilancio, non sia una mera operazione formale, bensì rappresenti l’idea politica che si ha dell’Ateneo: in questi giorni si deciderà del futuro dell’Università di Pisa, in quali settori investire e in quali no, e crediamo non solo nella responsabilità rispetto alle scelte operate ma soprattutto nella responsabilità di coinvolgere i diretti destinatari di queste scelte.
Pensiamo che un primo passo verso questo percorso pubblico possa essere rappresentato da un incontro intersindacale, a cui invitiamo a partecipare tutte e tutti Lunedì 17 Dicembre alle ore 16.30 presso il Polo Carmignani.

ADI,ANDU,Conpass,Flc Cgil,Filcams Cgil,Sinistra per





Contributo di ADI-Pisa alla Riforma dello Statuto

17 06 2011

Alla cortese attenzione

del Magnifico Rettore dell’Università di Pisa;

Ai Componenti della Commissione Statuto

Egregi componenti della Commissione Statuto,

nell’impegnativo e delicato momento che vede lo Statuto degli Atenei in corso di ristrutturazione in seguito all’entrata in vigore della Legge 240/2010, la sede di Pisa delll’Associazione Dottorandi e dottori di ricerca Italiani ritiene doveroso fare la sua parte e offrire un contributo concreto alle Vs. attività attraverso la predisposizione di proposte concrete, discusse e approvate nel corso delle assemblee ADI-Pisa ed enucleate nei seguenti punti:

  • Elezioni Rettore: elettorato attivo

Affinché l’elezione del Rettore sia quanto più possibile espressione di tutte le parti che compongono l’Ateneo, ormai perfettamente identificate dalla legge 240/2010, proponiamo che il Rettore sia votato da docenti, ricercatori a tempo determinato, personale tecnico amministrativo, e da rappresentanze di dottorandi, assegnisti, specializzandi e studenti.

  •  Composizione degli organi centrali

Uno dei cambiamenti più sostanziosi introdotti dalla Riforma riguarda gli organi centrali, con lo spostamento del peso decisionale verso il Consiglio d’Amministrazione – il quale può essere non elettivo e deve contenere membri esterni all’Ateneo – a discapito del ruolo e delle funzioni del Senato Accademico. Sia per contrastare questa tendenza, che per aumentare la rappresentatività democratica nell’Università di Pisa, proponiamo

1.) di introdurre, tanto nello Statuto quanto nei regolamenti, dei “correttivi” che possano incrementare il ruolo del Senato Accademico, rendendolo l’organo “politico” preponderante;

2.) che il Senato Accademico comprenda rappresentanze dei Docenti, dei Tecnici-Amministrativi, dei ricercatori a tempo determinato nonché degli assegnisti e dei dottorandi e degli studenti. A tal fine, ferma restando la eventuale diversa ripartizione dei Dipartimenti, individuiamo una possibile composizione con 28 membri:

  • Rettore;
  • 18 Docenti;
  • 3 Tecnici-Amministrativi;
  • 1 rappresentante unificato dei ricercatori a tempo determinato e degli assegnisti;
  • 4 studenti;
  • 1 dottorando.

Ogni rappresentante sarà votato dalle rispettive componenti.

3.) che il Consiglio d’Amministrazione sia interamente elettivo, esterni compresi. In particolare per questi ultimi dovrebbe essere previsto, a tutela della fisionomia democratica dell’Università, un “vincolo numerico alle professionalità”, finalizzato ad evitare l’ingresso nell’amministrazione dell’Ateneo solo di soggetti imprenditoriali ovvero di amministratori pubblici. Al contrario, fissare un numero minimo di membri per ogni professione e professionalità assicura una maggiore democraticità e ricchezza di esperienze all’interno dell’Organo.

Quanto alle modalità di individuazione dei soggetti, riteniamo opportuno il ricorso all’avviso pubblico, nonché la possibilità di presentare autocandidature, al fine di individuare componenti estremamente motivati e seriamente interessati alla gestione dell’Ateneo. Riteniamo inoltre importante che tutte le componenti dell’Accademia (ivi compresi gli studenti, i dottorandi e i post-doc) abbiano la possibilità di esercitare il diritto di voto attivo rispetto alla selezione di tali componenti.

Infine, tra i due membri esterni del Consiglio d’Amministrazione, riteniamo opportuna la presenza di un precario della ricerca.

  •  Dottorato senza borsa

La legge 240/2010 prevede una tendenziale “liberalizzazione” del dottorato senza borsa, perseguita attraverso l’eliminazione di ogni vincolo percentuale da rispettare tra i posti di dottorato con borsa e senza borsa. A tal proposito proponiamo

1.) il mantenimento del vincolo massimo del 50% quale rapporto tra dottorandi con e senza borsa;

2.) contestualmente l’introduzione del principio, da sancire nel codice etico che, comunque, chi accede a un posto di dottorato debba poter avere qualche fonte di copertura economica;

3.) Abolizione delle tasse ai dottorandi senza borsa.

Questo rientrerebbe nel più alto progetto di programmare con la maggior razionalità possibile i posti e le risorse a disposizione, perché la superfetazione di dottorandi senza borsa da una parte incrementa il lavoro non retribuito – situazione fortemente antietica –, dall’altra avvia molti percorsi di carriere che difficilmente potranno proseguire, dato lo scarso numero di posti disponibili.

  •   Programmazione finanziaria

Condizione necessaria per qualsiasi introduzione di un principio di democrazia e meritocrazia è una totale trasparenza nelle delibere e nella gestione dei fondi. Ciò può avvenire mediante la pubblicazione dei verbali di tutte le assemblee degli organi entro 7 giorni dalle riunioni, la pubblicità dei bilanci, in cui siano chiare – anche a chi non è esperto del settore – e motivate le scelte fatte;

Per quanto concerne la programmazione finanziaria vera e propria, è necessario che l’Ateneo pisano ne faccia una questione imprescindibile, perché, vista la scarsità di risorse una programmazione finanziaria almeno triennale è l’unico strumento per dare una stabilità al governo dell’Università.

In particolare, per quanto riguarda i ricercatori a tempo determinato, una programmazione finanziaria farebbe sì che il percorso diventi veramente una tenure track, cioè il diritto di proseguire la carriera al raggiungimento di risultati scientifici.

  •   Contratti per la didattica

Proponiamo un provvedimento che eviti il contraddittorio e iniquo fenomeno per cui alcuni fanno talvolta attività didattica senza riconoscimento e/o retribuzione, mentre ad altri capita di essere invitati dalla nostra università per un compenso esoso. In concreto, proponiamo

1.) di valorizzare le competenze interne, ad esempio con un vincolo che limiti intorno al 30% gli interventi esterni;

2.) un doppio vincolo di retribuzione, minima e massima;

3.) che sia vietato qualsiasi ricorso a prestazioni di lavoro gratuite.

  •   Personale non strutturato, considerazioni generali

1.) Al personale non strutturato sia riconosciuto il diritto di essere titolari a tutti gli effetti di fondi di ricerca d’ateneo o provenienti da finanziamenti esterni.

2.) Al personale non strutturato siano riconosciuti gli stessi diritti e gli stessi benefici del personale strutturato, relativamente a mense, parcheggi, rimborsi spese, spese per il sostegno all’attività di ricerca, ecc.

  •   Responsabilità

Proponiamo che ovunque nello Statuto e successivamente nei regolamenti siano individuate chiaramente tutte le responsabilità e le figure a cui imputarle, onde evitare il reiterarsi di situazioni spiacevoli per le quali assegnare le suddette responsabilità.

Pisa, 13/06/2001

ADI  –  Associazione dottorandi e

  Dottori di ricerca Italiani

Sede di Pisa





Commissione Statuto dell’Università di Pisa: audizione ADI

28 04 2011

In data 14/03/2011 ADI-Pisa ha partecipato all’audizione presso la Commissione che modificherà lo statuto dell’Università di Pisa in seguito alla legge 240/2010 (la “riforma” dell’Università). Due i punti principali: la necessità di utilizzare lo Statuto come uno strumento politico contro la “riforma” dell’Università, e di introdurre una rappresentanza (ora assente) di dottorandi e post-doc negli organi accademici.

Alleghiamo di seguito il testo

Audizione Commissione Statuto Unipi 14_03_2011-1