CONFERNZA STAMPA @INPS PISA 22 aprile 2015

22 04 2015
Oggi, mercoledì 15 aprile si è conclusa la raccolta firme a sostegno della petizione intitolata “QUALE PREVIDENZA PER I RICERCATORI AI TEMPI DEL JOBS ACT?” e redatta dai Ricercatori Universitari non strutturati di Pisa.

Dopo il susseguirsi delle varie riforme universitarie (legge 240/2010 in particolare), la crescente mancanza di risorse dedicate alla ricerca ha portato ad una progressiva precarizzazione del sistema universitario. Attualmente l’organico accademico è costituito prevalentemente da figure non strutturate: titolari di borse di studio, dottorandi, assegnisti di ricerca e ricercatori a tempo determinato (RTD).

In particolare gli Assegnisti di Ricerca, nonostante siano inquadrati come lavoratori parasubordinati, hanno l’obbligo di iscriversi alla Gestione separata INPS pagando un’aliquota contributiva del 30% sul loro reddito annuo (già piuttosto esiguo). A fronte di questo oneroso obbligo contributivo non corrisponde però un adeguato riconoscimento in termini di diritti e tutele. La normativa attuale non prevede infatti alcun ammortizzatore sociale sotto forma di sussidio di disoccupazione che possa sostenere il ricercatore allo scadere del proprio contratto, in attesa di accedere ad un percorso lavorativo successivo.

Oggi, una delegazione dei ricercatori non strutturati del nostro Ateneo è stata ricevuta dai i dirigenti dell’INPS di Pisa per chiarire come verrà applicato il “Jobs act” alla figura dei giovani ricercatori non strutturati. In prima istanza è stata consegnata la petizione che abbiamo promosso nell’ultima settimana. I punti dirimenti dell’incontro sono stati principalmente due: in primo luogo, l’estensione anche per gli Assegnisti di Ricerca del diritto di ricevere, al termine della propria attività, il sussidio di disoccupazione Dis-Coll in vigore da 1 maggio 2015 , come accade per i lavoratori collaboratori coordinati e continuativi e a progetto. Al riguardo, L’INPS di Pisa ci ha comunicato ampia disponibilità e sostegno per far emergere questa esigenza, ma ha anche sottolineato di non avere ancora alcuna indicazione ministeriale dal punto di vista operativo, ed è stato quindi concordato un incontro non appena verranno emanate le circolari di attuazione e interpretazione delle norme vigenti. Da notare che la DIS -COLL dovrebbe entrare in vigore il 1° Maggio e ad oggi, 22 di Aprile, non è ancora possibile capire come funzionerà!

In secondo luogo, è stato dibattuto l’adeguamento delle misure di welfare sociale con l’incremento delle tutele e dei diritti durante il periodo di attività (e.g. indennità di malattia, infortuni, congedo parentale) e – riguardo a queste questioni – la dirigenza dell’INPS ha dichiarato l’incapacità di incidere essendo materie di competenza politica, pur dimostrandosi disponibile a trasmettere le nostre rivendicazioni agli uffici centrali dell’istituto

La petizione è stata firmata in meno di una settimana da oltre 200 ricercatori non strutturati, afferenti all’Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, CNR, Scuola Superiore Sant’Anna e da altri Atenei italiani e stranieri. A tale riguardo, la campagna di sensibilizzazione nata a Pisa si sta rapidamente allargando anche ad altri Atenei italiani (Bari, Lecce, Padova, Roma, Palermo) e speriamo che presto molte altre realtà si possano aggiungere.

Pisa è stata la prima città a richiedere questo chiarimento, altre stanno muovendosi e le risposte che vengono date nelle diverse sedi ci inducono a ritenere che sia necessario promuovere una campagna nazionale per poter affermare un principio di elementare giustizia putroppo ancora lontano dall’essere applicato: ovvero che i giovani ricercatori, come tutti gli altri lavoratori precari, vedano riconosciuti i diritti minimi che dovrebbero essere garantiti a tutti i lavoratori del nostro paese, come l’indennità di dissocupazione, indennità di malattia e di infortunio così come il congedo parentale o per assistenza familiare.

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Ricercatori non strutturati Pisa
ADI Pisa

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