Contributo di ADI-Pisa alla Riforma dello Statuto

17 06 2011

Alla cortese attenzione

del Magnifico Rettore dell’Università di Pisa;

Ai Componenti della Commissione Statuto

Egregi componenti della Commissione Statuto,

nell’impegnativo e delicato momento che vede lo Statuto degli Atenei in corso di ristrutturazione in seguito all’entrata in vigore della Legge 240/2010, la sede di Pisa delll’Associazione Dottorandi e dottori di ricerca Italiani ritiene doveroso fare la sua parte e offrire un contributo concreto alle Vs. attività attraverso la predisposizione di proposte concrete, discusse e approvate nel corso delle assemblee ADI-Pisa ed enucleate nei seguenti punti:

  • Elezioni Rettore: elettorato attivo

Affinché l’elezione del Rettore sia quanto più possibile espressione di tutte le parti che compongono l’Ateneo, ormai perfettamente identificate dalla legge 240/2010, proponiamo che il Rettore sia votato da docenti, ricercatori a tempo determinato, personale tecnico amministrativo, e da rappresentanze di dottorandi, assegnisti, specializzandi e studenti.

  •  Composizione degli organi centrali

Uno dei cambiamenti più sostanziosi introdotti dalla Riforma riguarda gli organi centrali, con lo spostamento del peso decisionale verso il Consiglio d’Amministrazione – il quale può essere non elettivo e deve contenere membri esterni all’Ateneo – a discapito del ruolo e delle funzioni del Senato Accademico. Sia per contrastare questa tendenza, che per aumentare la rappresentatività democratica nell’Università di Pisa, proponiamo

1.) di introdurre, tanto nello Statuto quanto nei regolamenti, dei “correttivi” che possano incrementare il ruolo del Senato Accademico, rendendolo l’organo “politico” preponderante;

2.) che il Senato Accademico comprenda rappresentanze dei Docenti, dei Tecnici-Amministrativi, dei ricercatori a tempo determinato nonché degli assegnisti e dei dottorandi e degli studenti. A tal fine, ferma restando la eventuale diversa ripartizione dei Dipartimenti, individuiamo una possibile composizione con 28 membri:

  • Rettore;
  • 18 Docenti;
  • 3 Tecnici-Amministrativi;
  • 1 rappresentante unificato dei ricercatori a tempo determinato e degli assegnisti;
  • 4 studenti;
  • 1 dottorando.

Ogni rappresentante sarà votato dalle rispettive componenti.

3.) che il Consiglio d’Amministrazione sia interamente elettivo, esterni compresi. In particolare per questi ultimi dovrebbe essere previsto, a tutela della fisionomia democratica dell’Università, un “vincolo numerico alle professionalità”, finalizzato ad evitare l’ingresso nell’amministrazione dell’Ateneo solo di soggetti imprenditoriali ovvero di amministratori pubblici. Al contrario, fissare un numero minimo di membri per ogni professione e professionalità assicura una maggiore democraticità e ricchezza di esperienze all’interno dell’Organo.

Quanto alle modalità di individuazione dei soggetti, riteniamo opportuno il ricorso all’avviso pubblico, nonché la possibilità di presentare autocandidature, al fine di individuare componenti estremamente motivati e seriamente interessati alla gestione dell’Ateneo. Riteniamo inoltre importante che tutte le componenti dell’Accademia (ivi compresi gli studenti, i dottorandi e i post-doc) abbiano la possibilità di esercitare il diritto di voto attivo rispetto alla selezione di tali componenti.

Infine, tra i due membri esterni del Consiglio d’Amministrazione, riteniamo opportuna la presenza di un precario della ricerca.

  •  Dottorato senza borsa

La legge 240/2010 prevede una tendenziale “liberalizzazione” del dottorato senza borsa, perseguita attraverso l’eliminazione di ogni vincolo percentuale da rispettare tra i posti di dottorato con borsa e senza borsa. A tal proposito proponiamo

1.) il mantenimento del vincolo massimo del 50% quale rapporto tra dottorandi con e senza borsa;

2.) contestualmente l’introduzione del principio, da sancire nel codice etico che, comunque, chi accede a un posto di dottorato debba poter avere qualche fonte di copertura economica;

3.) Abolizione delle tasse ai dottorandi senza borsa.

Questo rientrerebbe nel più alto progetto di programmare con la maggior razionalità possibile i posti e le risorse a disposizione, perché la superfetazione di dottorandi senza borsa da una parte incrementa il lavoro non retribuito – situazione fortemente antietica –, dall’altra avvia molti percorsi di carriere che difficilmente potranno proseguire, dato lo scarso numero di posti disponibili.

  •   Programmazione finanziaria

Condizione necessaria per qualsiasi introduzione di un principio di democrazia e meritocrazia è una totale trasparenza nelle delibere e nella gestione dei fondi. Ciò può avvenire mediante la pubblicazione dei verbali di tutte le assemblee degli organi entro 7 giorni dalle riunioni, la pubblicità dei bilanci, in cui siano chiare – anche a chi non è esperto del settore – e motivate le scelte fatte;

Per quanto concerne la programmazione finanziaria vera e propria, è necessario che l’Ateneo pisano ne faccia una questione imprescindibile, perché, vista la scarsità di risorse una programmazione finanziaria almeno triennale è l’unico strumento per dare una stabilità al governo dell’Università.

In particolare, per quanto riguarda i ricercatori a tempo determinato, una programmazione finanziaria farebbe sì che il percorso diventi veramente una tenure track, cioè il diritto di proseguire la carriera al raggiungimento di risultati scientifici.

  •   Contratti per la didattica

Proponiamo un provvedimento che eviti il contraddittorio e iniquo fenomeno per cui alcuni fanno talvolta attività didattica senza riconoscimento e/o retribuzione, mentre ad altri capita di essere invitati dalla nostra università per un compenso esoso. In concreto, proponiamo

1.) di valorizzare le competenze interne, ad esempio con un vincolo che limiti intorno al 30% gli interventi esterni;

2.) un doppio vincolo di retribuzione, minima e massima;

3.) che sia vietato qualsiasi ricorso a prestazioni di lavoro gratuite.

  •   Personale non strutturato, considerazioni generali

1.) Al personale non strutturato sia riconosciuto il diritto di essere titolari a tutti gli effetti di fondi di ricerca d’ateneo o provenienti da finanziamenti esterni.

2.) Al personale non strutturato siano riconosciuti gli stessi diritti e gli stessi benefici del personale strutturato, relativamente a mense, parcheggi, rimborsi spese, spese per il sostegno all’attività di ricerca, ecc.

  •   Responsabilità

Proponiamo che ovunque nello Statuto e successivamente nei regolamenti siano individuate chiaramente tutte le responsabilità e le figure a cui imputarle, onde evitare il reiterarsi di situazioni spiacevoli per le quali assegnare le suddette responsabilità.

Pisa, 13/06/2001

ADI  –  Associazione dottorandi e

  Dottori di ricerca Italiani

Sede di Pisa


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